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Note biografiche
Inserito il 25 febbraio 2010 alle 11:52:41 da .


Mario Giordano

Sono nato a Fondi (LT) il 05/01/1958. Dopo aver frequentato tre anni presso l'istituto per Geometri e dopo il servizio militare, ho deciso  di lasciare il mio paese intraprendendo l'attività lavorativa nel campo dell'edilizia con la quale avrei avuto un buon guadagno e mi sarei potuto spostare per visitare posti sempre diversi. Pur non avendo un diploma ho ottenuto tante soddisfazioni quali la costruzione di opere in Italia e all'estero, tra cui in Libia e in Algeria, con le quali ho potuto stabilire contatti diretti con tecnici progettisti.
Nell'anno 1980 ho conosciuto Danila, che è diventata poi mia moglie nel 1996 in Sardegna. Fino al 2000 ho vissuto con lei nella città di Firenze, in un appartamento a pochi passi dal Duomo. A causa di problemi di salute di Danila ci siamo trasferiti definitivamente in Sardegna e dal 2006 viviamo vicino a Olbia in un appartamento con vista panoramica sull'isola di Tavolara.
Nell'anno 2007  la nostra vita è stata segnata da un avvenimento: la malattia di Danila.
Nel 2008 ho deciso di scrivere il libro “Una storia, un “miracolo”, una poesia” per dire a Danila e a tante persone che vivono una patologia come  questa di, non arrendersi mai davanti al dolore .
La protagonista di questa storia quindi è Danila Augusta Piu nata a Gavoi
(NU) il 14-08-1958, laureata in Architettura a Firenze nel 1989. Il titolo è stato pubblicato presso la casa editrice “La Riflessione” di Davide Zedda, a Cagliari.


Ho presentato questo primo libro a Olbia il 21-11-2009 e distribuito a livello nazionale.
Toccante “diario” di sofferenza e speranza espresso con un linguaggio spontaneo e semplice con l'amore per la scrittura. Racconto di un dramma lungo 130 giorni, quelli vissuti da Danila tra gli ospedali di Olbia, Cagliari e Oristano. Si tratta di una storia vera, dove sono inserite anche alcune poesia dedicate a mia moglie, con le quali ho voluto aiutarla ad affrontare una prova durissima.


Grazie a questo libro Danila, infatti, è riuscita a recuperare buona parte della sua memoria perduta, a seguito di una patologia molto grave: “ Tetraparesi secondaria a riacutizzazione di lesione bulbare di sclerosi multipla, con secondario shock cardiogeno ed ischemia cerebrale post anossica” (diagnosi che da fonti ospedaliere risulta essersi verificata al mondo in soli altri tre casi).
Dopo aver letto quest'ultima frase ho voluto dedicare a lei questo pensiero:

MANO NELLA MANO

Ci insegnano forme di dialogo
mostrando ritmi dolci a volte nervosi
Movimenti uguali alle parole,
un modo migliore per somigliarci di comune accordo,
un cuore come un maestro,
guida ogni piccola sensibilità.
Trasmettono giochi pericolosi,
odiati da qualsiasi forma di vita
che non ci appartiene: la cattiveria.
Sono libri aperti, lineamenti futuri e presenti
hanno la forza di stendere un arco
e scagliare messaggi d'amore
ad un corpo privo di dolcezza.
Quante  parole inutili
per conquistare una preda selvaggia;
dammi una mano cerchiamo di annullare
quella timidezza che non diventi ossessione.
Diamo loro la possibilità di esprimere sensazioni
e movimenti armoniosi,
dieci dita come i Comandamenti,
ognuno diverso dall'altro
sognare un futuro verso un cammino lontano,
mano nella mano: raggiungere la strada.

Ora Danila vive serena, tranquilla quel dono che le è stato dato: la vita. Io e lei continuiamo a lottare, lei con la forza di vivere che non è mai  venuta meno.
Ora lei cammina, parla e non smette di curarsi con impegno e serenità , per riacquistare un'esistenza normale.
I nostri occhi hanno visto tanto e non vogliono guardare indietro. Non è l'ostacolo che ci fa paura, dietro quel muro dove nessuno vuole guardare. In questa storia faccio riferimento a quattro date fondamentali, difficili per noi da dimenticare:

23-11-1980  : mentre l'Italia centrale trema per il terremoto in Irpinia, io conosco Danila.

22-11-2007  : l'inizio di un viaggio doloroso. Da questo momento ho smesso di sognare, ma mai di credere.

31-12-2007 : a poche ore dal brindisi del nuovo anno, Danila viene dimessa dall'ospedale  “Brotzu” di Cagliari, per essere ricoverata nell'ospedale di riabilitazione “Santa Maria Bambina” di Oristano,
dove vi accede completamente paralizzata, riesce solo a parlare.

29-03-2008 : dopo un viaggio di 10 giorni, Danila a piccoli passi riesce a superare sulle proprie gambe la soglia d'uscita della struttura.


Sono passati diversi mesi e Danila ha trovato la sua serenità, accettare le conseguenze di una realtà a cui non ci si può sottrarre.
Anche la mia vita è cambiata in modo radicale, credevo di essere grande all'età di 50 anni,  invece mi sbagliavo: oggi sono diventato adulto, più cresciuto moralmente. Abbiamo ritrovato il sorriso e anche amici che aspettavano solo una stretta di mano e un “arrivederci a presto”.
Noi non abbiamo figli, è stata una nostra scelta, questo libro sarà  sicuramente la nostra più grande soddisfazione: regalare a tutti una storia vera. Con grande coraggio, io ho guardato nel buio ma non c'era nessuno.

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sito: www.mariogiordano.info